Area Diana, noi la pensiamo così

Con riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni all’interno dell’area ex-Diana, ci sentiamo di esprimere – al pari di tanti cittadini che in questi giorni hanno scritto al Vs giornale – il nostro sconcerto per il taglio indiscriminato delle essenze arboree, che non ha minimamente tenuto conto delle indicazioni dell’estensore della perizia ambientale, ma solo delle esigenze dell’impresa costruttrice.

Altrettanto disappunto suscitano però anche le pesanti accuse che vengono rivolte al nostro gruppo consigliare. Stupisce infatti constatare come nella ricostruzione puntuale effettuata dai Vs articoli, sia sfuggito che, in sede di approvazione del Piano Attuativo del progetto (Consiglio Comunale del 07/07/2014), Sei Merate abbia scelto l’astensione ed il nostro Consigliere Alessandro Pozzi abbia espresso chiaramente la propria preoccupazione per la sorte delle numerose piante presenti nel parco dell’ex area industriale oltre che per i tempi di realizzazione dell’area a verde pubblico prevista tra gli standard di qualità (cfr. verbale della delibera n. 40 del 7/7/14).

A fronte di scelte che mostrano ogni giorno più chiaramente quali “danni collaterali” possa comportare la filosofia del “ciò che non è espressamente vietato è lecito” – esplicitata fin dal discorso di insediamento del Sindaco – il nostro gruppo consigliare non ha mai inteso né intende restare silente, ma portare piuttosto la discussione nella sede opportuna, quella della Commissione Ambiente e Territorio, attraverso lo strumento di un’interrogazione, approfondita e circostanziata, che verrà depositata già nei prossimi giorni.

Sin dall’inizio del mandato Sei Merate sta cercando di sollecitare la Maggioranza sui temi importanti per la nostra città, quali la ristrutturazione della biblioteca, il mantenimento di un alto livello qualitativo del Mandic, la tutela delle aree verdi (anche in vista della revisione del PGT) ed il tema dell’accoglienza e della presa in carico delle fasce deboli. Su questi temi non intendiamo prescindere e continueremo a tenere alta l’attenzione.merate_diana_villa3

Pubblicato su Senza categoria

IL MALRIUSCITO TENTATIVO DI CELARE GLI ATTI AI CONSIGLIERI GETTA QUALCHE SOSPETTO SULLE REALI INTENZIONI DELL’AMMINISTRAIZIONE NELLA VARIANTE AL PGT

A seguito della Commissione Urbanistica di lunedì scorso, intendiamo rimarcare il nostro disappunto rispetto alle modalità con le quali l’Assessorato competente sta procedendo nell’iter di variante al PGT.

Nella fattispecie stigmatizziamo la mancata trasmissione ai componenti della Commissione Urbanistica (chiamati a monitorare tale iter) delle “Osservazioni al Rapporto preliminare” redatte dalla Provincia in data 3 settembre u.s., con le quali i tecnici provinciali chiedono conto dell’inserimento nel perimetro del Tessuto Urbano Consolidato (TUC) di alcune aree classificate nel Piano delle Regole come “aree agricole di valenza paesistica” e nel PTCP come “ambiti agricoli” per un complesso di oltre 100.000 mq.

L’inserimento di queste aree all’interno del TUC comporterebbe nei fatti la loro declassificazione da aree agricole ad aree “di trasformazione urbana”, termine in prima istanza impiegato nel rapporto, con il concreto rischio di eludere i dettami della legge regionale 31/2014 che impedisce nuove costruzioni su suolo agricolo.

Riteniamo inaccettabile che un documento di siffatta importanza, che avrebbe reso opportuna la convocazione di un’apposita seduta della Commissione, non solo non sia stato trasmesso ai componenti della Commissione, ma neppure sia stato caricato sul sito internet del Comune di Merate, al pari degli altri documenti riguardanti la variante al PGT.

Nella corso della Commissione, l’Assessore Vivenzio ha detto che “non si devono fare processi alle intenzioni”. L’Assessore ha ragione, ma riconoscerà anche lui -che è uomo di buon senso- come il mal riuscito tentativo di celare gli atti ai consiglieri desti ora qualche sospetto sulle reali intenzioni dell’Amministrazione nella variante in atto.

Tanto di cappello, dunque, al consigliere Valli per aver “scovato” le osservazioni della Provincia. Peccato però che, nonostante il suo ruolo di Presidente della Commissione, abbia preferito “tentare lo scoop” (peraltro riuscitissimo) anziché condividere preventivamente gli atti con gli altri commissari, come la sua funzione istituzionale avrebbe richiesto.

Per quanto ci riguarda, stiamo affrontando questo percorso con serietà, entrando nel merito di ogni specifica scelta, e lo stiamo facendo con spirito di lealtà istituzionale, come doveroso come quando si trattano decisioni riguardanti il futuro della città. Ci tocca purtroppo rilevare come non tutti affrontano la questione con questo spirito.

Ribadiamo dunque la nostra preoccupazione per l’inserimento nel Tessuto Urbano Consolidato di molte aree agricole, la cui sorte potrebbe tristemente essere modificata nella revisione del PGT in programma nel 2017 e, da parte nostra, faremo il possibile affinché ciò non accada.

Pubblicato su Senza categoria

Variante al PGT: i nostri punti fermi

Nel programma elettorale con il quale Sei Merate si è presentata alle elezioni del maggio 2014 era scritto a chiare lettere come “le scelte connesse alla revisione del PGT dovranno essere indirizzate ad una decisa pausa di riflessione rispetto allo sviluppo della città innestato con i precedenti PRG ed orientate alla qualità piuttosto che alla quantità degli interventi ed alla minimizzazione del consumo di suolo”. Ed è in quest’ottica che -pur dall’opposizione- Sei Merate intende guardare alla revisione attualmente in atto, portando un contributo che metta al primo posto la salvaguardia del territorio ed il recupero del patrimonio esistente.

Sebbene la revisione del PGT sia un percorso ancora lungo (dovrebbe vedere la fine solo nella primavera del 2016), è comunque maturo il tempo per esprimere alcune considerazioni, senza pretese di esaustività, su quegli aspetti che -più di altri- rappresentano degli elementi potenzialmente critici sul piano urbanistico e ambientale.

Possibilità edificatorie in aree agricole

Molte delle 78 istanze presentate da privati richiedono la possibilità di rendere edificabile un terreno agricolo. Sebbene sia errato considerare tutte queste istanze alla stessa stregua, riteniamo che il meratese sia già stato pesantemente sacrificato negli scorsi decenni e che la nostra città non abbia oggi bisogno di nuove urbanizzazioni. Molti, anzi, sono gli immobili sfitti che necessiterebbero una riqualificazione. Indipendentemente dalla legge regionale sul consumo di suolo (legge 31/2014) che inibisce la possibilità di nuove costruzioni su terreni agricoli, su questo punto la nostra posizione è chiara e sostiene il respingimento di quelle istanze che propongono cambi di destinazione d’uso da agricolo ad edificabile.

Possibilità di insediare FC1 (esercizi pubblici) in zone residenziali (R1)

Due delle istanze presentate (la numero 23 e la numero 51) chiedono la possibilità di considerare tra le funzioni compatibili delle zone residenziali (classificate come R1) anche gli esercizi pubblici FC1). L’attuale PGT, pur vietando l’insediamento di esercizi di somministrazione di cibi e bevande nelle zone R1, ne consente comunque la realizzazione in una quota pari al 30% della superficie del comparto.

Pur comprendendo le necessità di coloro che operano in questo settore, riteniamo che un’eccessiva deregolamentazione delle attività FC1 possa comportare problemi -peraltro già osservati in altre zone della città- per via della coesistenza di interessi contrapposti (nella fattispecie, quelli degli avventori dei locali e quelli dei residenti). E’ per tali ragioni che esprimiamo le nostre perplessità all’insediamento di esercizi pubblici in zone R1, a meno che la realizzabilità venga subordinata ad una precisa delimitazione degli orari di apertura degli esercizi alle sole ore diurne.

Cambi di destinazioni d’uso da produttivo a commerciale

Complice anche il periodo di crisi economica, numerose sono le istanze che richiedono una trasformazione della destinazione d’uso di immobili oggi a vocazione produttivo-artigianale (molti dei quali ubicati lungo l’asse di via Bergamo) in edifici commerciali o terziari-direzionali. Sebbene sia necessario valutare situazione per situazione, anche in questo caso avvertiamo i rischi che può comportare un’eccessiva deregolamentazione del comparto. Nello specifico: preoccupazioni di natura urbanistica (possibile incremento del traffico in una zona già satura, carenza di parcheggi, accessibilità dei lotti, ecc.), di ordine pubblico (la proposta di revisione prevede funzioni FC8 – “intrattenimento-sale gioco” nel tessuto produttivo e commerciale!), ma anche culturale (siamo certi che il manufatturiero meratese sia “morto”?).

Pur non essendo aprioristicamente contrari a consentire limitate modifiche alle destinazioni d’uso di alcuni edifici (che altrimenti chiuderebbero, se ancora attivi, o avrebbero scarse probabilità di essere recuperati, se inattivi) riteniamo importante indicare alcuni punti fermi dai quali a nostro avviso non si dovrebbe prescindere. Tra questi: l’impossibilità di cambi di destinazione d’uso che prevedano l’insediamento di funzioni FC8 (sale gioco e locali di intrattenimento); il recupero totale degli oneri “non versati” (al pari del commerciale) e l’adeguamento degli standard, che la funzione commerciale sia percentualmente limitata rispetto alla slp e che venga concessa solo in presenza di adeguata accessibilità delle aree (non accesso diretto sulla provinciale, ma presenza di strade di arroccamento) e adeguata dotazione di parcheggi.

Recupero edifici storici e tipologia di funzioni insediabili

Alcune istanze (tra le quali la istanza numero 11, che interessa alcune pertinenze di Villa Subaglio) chiedono la possibilità di recuperare alcuni immobili accessori, oggi in stato di abbandono, ai fini di insediarvi funzioni residenziali o ricettive. Un cambio di destinazione d’uso di queste pertinenze si rende necessario per far fronte agli elevati costi di gestione e manutenzione che caratterizzano immobili di pregio e consentirebbe di recuperare pertinenze oggi prossime al crollo. In linea di principio non vediamo particolari condizioni ostative all’accoglimento tali richieste, purché l’intervento sia oggetto di un Piano di Recupero volto alla riqualificazione del tessuto urbanistico/edilizio esistente, la sovrintendenza dia parere positivo al progetto (peraltro vincolante per legge), i volumi previsti non vengano alterati e siano verificati gli accessi e la disponibilità di parcheggi, per evitare di caricare eccessivamente le vie limitrofe.

In generale, riteniamo che ci si debba porre con una visione di conservazione del territorio ma senza impedire quelle trasformazioni che si rendono necessarie per non perdere il patrimonio esistente che potrebbe svolgere una importante funzione per la Città. La nostra posizione sarà quindi molto netta e rigida rispetto a nuove occupazioni di territorio e, invece, disponibile rispetto a istanze che mirino alla trasformazione e alla creazione di opportunità, ma solo dopo una positiva verifica dell’esistenza di condizioni di vivibilità e accessibilità.

Pubblicato su Senza categoria

Lodo LRH: tra pareri e arbitrato il Comune ha già speso 100.000€

Ancora una volta esprimiamo la nostra più ferma critica alla Giunta Massironi in merito alle costose conseguenze derivanti dall’aver testardamente perseguito (unico tra gli 86 Comuni soci!) il progetto di far uscire Merate da Lario Reti Holding, con l’aspettativa di farsi liquidare le proprie quote di società.

l dispositivo espresso nel giugno scorso dal Collegio arbitrale aveva condannato Merate a farsi interamente carico dei costi di giudizio (44.000€) e a rifondere LRH delle spese legali  (20.000€), cifre che vanno a sommarsi ai 15.000€ sostenuti da Merate per la propria difesa.

Se a questo si aggiungono anche i 19.500€ spesi in pareri legali in merito alla pronuncia della Corte dei Conti (anch’essi attribuiti, seppur legittimamente, non con bandi ma con incarichi fiduciari), la testardaggine del Sindaco è costata ai contribuenti meratesi ben 100.000€, pari a 16€ per ciascuna famiglia.

A nome delle famiglie meratesi chiediamo dunque a Massironi di interrompere questo stillicidio economico e di non procedere ad ulteriori azioni legali che rischiano peraltro di avere un esito altrettanto negativo per Merate.

Purtroppo, le bellicose dichiarazioni fatte dal Sindaco in Consiglio comunale di voler ricorrere in appello rischiano invece di prospettare ulteriori spese a carico delle tasche dei contribuenti  e rappresentano un’ulteriore dimostrazione della fallimentare politica del centrodestra meratese in materia di gestione delle società pubbliche.

Auspichiamo che Massironi fermi questo stillicidio e inauguri una stagione di dialogo.

Pubblicato su Senza categoria

Ciao Leonardo…

12027792_10207554847658392_8213873838434722442_n

Martedì scorso ci ha lasciati Leonardo Leonardi, nostro amico e compagno di strada nell’avventura di Sei Merate. Un progetto politico che ha condiviso e contribuito a delineare fin dall’inizio, sostenendolo poi con l’impegno in prima
persona, con la tenacia e la passione che lo contraddistinguevano e che nemmeno i mesi difficili della malattia hanno affievolito.

Ciao Leonardo. Ancora poche settimane fa partecipavi alle nostre discussioni via mail, con le tue opinioni, il tuo stile ruvido e diretto, le tue analisi sempre minuziose e attentamente approfondite su tutte le questioni che ritenevi di interesse per la nostra città e non solo per la tua frazione, Novate, che ti stava così a cuore. Grazie per il cammino fatto insieme.
Ai tuoi famigliari e a chi ti ha voluto bene, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza.

Pubblicato su Senza categoria

TEMPO DI PAGELLE!

Ad un anno di distanza dall’insediamento della Giunta Massironi sono maturi i tempi anche per una prima valutazione di questa parte di mandato. Lo abbiamo fatto,prendendo in considerazione le principali promesse del programma elettorale della
Lista “Più Merate”, mettendole a confronto con quanto realizzato sino ad ora e con gli obiettivi dichiarati nel bilancio preventivo, che di quelle promesse dovrebbe essere la traduzione operativa.
Chiedici di più”, c’era scritto sui manifesti elettorali. Ma è proprio così?pagella1

pagella2

Pubblicato su Senza categoria

Bilancio di previsione 2015: l’opinione di Sei Merate

Riportiamo l’intervento di Sei Merate nella seduta di Consiglio Comunale dello scorso 5 giugno, dedicata all’approvazione del Bilancio di previsione 2015.

Le osservazioni che la nostra lista intende fare al Bilancio di previsione 2015 riguardano essenzialmente le discrepanze tra relazione programmatica e piano dei conti. Il timore è che tante ottime dichiarazioni di principio restino soltanto sulla carta e non solo a causa delle limitazioni imposte dal patto e dalla spending review.

Ne incontriamo un po’ in ogni ambito, ma vorremmo soffermarci su quelle che ci sembrano più preoccupanti:

  • Biblioteca: leggiamo a pag. 37 della Relazione programmatica che si intende “ripensare alla biblioteca comunale come luogo moderno e innovativo ecc…”. Chiaramente, date le nuove regole che obbligano ad inserire solo gli impegni di spesa già legati ad un cronoprogramma, non è stato possibile includere questa voce nel bilancio, ma vorremo sapere se si sta lavorando su un progetto concreto, ad esempio quello proposto dai giovani di WeLoveBiblio, o su altre piste, magari attraverso la partecipazione a bandi (modalità che già il Sindaco aveva definito interessante in sede di discussione del bilancio consuntivo, ma che però richiede di aver già investito nella predisposizione di progetti “attuativi” in modo da poter cogliere al balzo i bandi che via via escono). Chiediamo inoltre se verranno trovati i fondi – nel bilancio non c’è n’è traccia – almeno per alcune realizzazioni “di minima” (come i nuovi tavoli, le connessioni a internet…) che però possono migliorare notevolmente nell’immediato la fruizione di questo spazio.
  • Sempre a pag. 37 è menzionata l’istituzione dello “Sportello Amico”, uno dei punti di forza del programma elettorale. Non se ne trova traccia però tra le voci di bilancio preventivo. Significa che sarà realizzato a costo zero?
  • Passando dal settore culturale a quello ambientale, che non è poi tanto distante se consideriamo che una efficace tutela ambientale non può che passare da profondi mutamenti culturali, notiamo un impegno importante (evidenziato a pag. 54) per il potenziamento della raccolta differenziata: “l’obiettivo – si legge – è quello di operare sull’implementazione delle percentuali di differenziazione e sulla diminuzione delle percentuali di frazioni estranee”. Un obiettivo ambizioso, che però apparentemente non trova riscontro nella tabella di pag. 7 della relazione programmatica (voce 1.3.2.14): le proiezioni sul triennio rivelano infatti una proporzione tra quantità di rifiuti da raccolta differenziata e indifferenziata che rimane invariata. Il che fa pensare che non verranno realizzati investimenti o campagne di sensibilizzazione per modificare tale rapporto a vantaggio della raccolta differenziata. Peraltro, l’Assessore Vivenzio in più occasioni ha comunicato alla stampa locale il prossimo avvio di una sperimentazione da condurre con il Comune di Cernusco sulla commisurazione della tassazione all’effettiva quantità di rifiuti prodotti. Anche di questo non si trova traccia nel bilancio.
  • Nel campo del sociale, le buone intenzioni sono certamente lodevoli per quanto talvolta decisamente generiche (es. “coinvolgere il tessuto imprenditoriale per stimolare buone prassi in termini di conciliazione tempi lavoro/famiglia”…bellissimo…come? attraverso quali strumenti e risorse?). Terremo particolarmente monitorati, e rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare propositivamente affinché possano essere raggiunti, tutti gli obiettivi che riguardano la strutturazione e la formalizzazione di una rete per la gestione delle fragilità in collaborazione con le Associazioni del territorio, perché crediamo fortemente che questa sia l’unica via per intercettare e supportare il bisogno espresso dal territorio. Allo stesso modo seguiremo l’iter di definizione del progetto socio-assistenziale che verrà implementato non appena pronta la struttura del nuovo CDD, perché se è relativamente “facile” fare i contenitori (sempre che non si monti il cappotto a rovescio), quello che è fondamentale per le persone sono i contenuti. Tra gli obiettivi legati al sostegno alla disabilità e alla non autosufficienza, la relazione, a pag. 43, sottolinea quello di “assicurare la permanenza degli anziani anche parzialmente autosufficienti nel proprio domicilio mediante il servizio di assistenza domiciliare anziani…”. Si vuole quindi giustamente creare le condizioni affinché l’anziano di restare il più a lungo possibile in quello che è stato il proprio contesto di vita. Questo avrebbe comportato un maggiore investimento su questa voce, che resta però allineata alle cifre impegnate negli anni precedenti. Purtroppo il SAD – come emerso in commissione – ha dei costi proibitivi per le casse comunali, per via dell’elevato costo orario del personale qualificato di Retesalute. Tanto da spingere l’Assessorato a mettere un tetto orario agli accessi in esenzione (senza per altro mettere in campo altre soluzioni se non il sostegno economico in caso di ricorso a cooperative esterne). Ribadiamo quindi l’auspicio formulato in commissione che Merate faccia valere il proprio peso all’interno di Retesalute affinché tale servizio venga riformato in maniera da risultare al tempo stesso efficace ed economico, riservando l’invio di operatori specializzati ai casi di reale necessità assistenziale (igiene ad es) e prevedendo al proprio interno (perché è assurdo avere una agenzia sovracomunale e poi rivolgersi nei fatti ai privati) altre figure professionali a minore specializzazione che possano svolgere mansioni meno complesse ma altrettanto utili agli utenti del servizio (piccole commissioni, lavori domestici…).
  • Tempo libero: in consulta Sport era stata raccolta e in qualche modo accolta favorevolmente la richiesta delle associazioni che il Comune si dotasse di un “kit eventi” certificato (palco, impianti elettrici…) da mettere a disposizione per le manifestazioni di ogni genere che si svolgono in piazza. Non vi è però traccia di questo impegno nel bilancio dell’anno…e quindi le associazioni continueranno a organizzarsi nei cortili dei privati per le iniziative che intendono realizzare ed il Comune stesso ad “attaccarsi” agli impianti di Castello Prinetti, benevolmente concessi dalla Parrocchia, per le proprie…
  • un’altra proposta che poteva tranquillamente essere recepita e messa in campo a sostegno delle famiglie nell’ambito dell’istruzione è quella del mercatino libri per la scuola secondaria di primo grado, che avrebbe richiesto un investimento economico modesto e avrebbe invece potuto attivare le risorse dell’associazionismo.
  • Ancora, qualche chiarimento in più meriterebbe il tema del commercio, sia in quanto la relazione programmatica presenta su questo punto obiettivi piuttosto generici: “promuovere iniziative che servano a creare nuove prospettive di mercato per i nostri prodotti”, implementare una “newsletter del commercio” e “avvalersi di strutture tecnologicamente avanzate per comunicare con le realtà produttive”…sono punti che meriterebbero un approfondimento e una specifica in termini di risorse investite.
  • Inoltre, data l’intenzione decisamente apprezzabile di questa Amministrazione di voler rivitalizzare il ruolo dei Comitati di frazione, forse si sarebbe potuto riservare un investimento – anche relativamente ridotto – per una prima sperimentazione di “bilancio partecipativo”: sarebbe stato un bel modo di avvicinare i cittadini alle dinamiche di gestione della cosa pubblica.
  • In ultimo, un auspicio e una proposta: auspichiamo che il PEG e il conseguente Piano degli Obiettivi per i capi servizio e per il personale, previsto dal Regolamento performance, venga deliberato se non contestualmente all’approvazione del presente Bilancio, almeno in tempi rapidi e non –come avvenuto lo scorso anno- a fine anno, quando ormai i giochi sono fatti ed è fin troppo facile indicare il punto dove si è arrivati come traguardo raggiunto. Proponiamo inoltre che – sempre nell’ottica di diminuire il gap tra amministrazione e cittadinanza – possa essere realizzato e diffuso un “bilancio semplificato”, che possa risultare accessibile e comprensibile ai cittadini.

DICHIARAZIONE DI VOTO

Il nostro gruppo si rende conto che le possibilità di investimento consentite dal patto di stabilità sono quasi totalmente assorbite dalle spese per il completamento del CDD e proprio per questo la nostra attenzione si è focalizzata su quelle iniziative a costi ridotti che potrebbero indicare la volontà dell’Amministrazione di avviare un percorso volto a stimolare le risorse della comunità. Mi riferisco ancora a biblioteca, sportello, amico, kit eventi, conciliazione tempi lavoro/famiglia, raccolta differenziata; iniziative sulle quali si sarebbe potuto cogliere l’orientamento dell’attività amministrativa e delle quali non vi è traccia concreta. Con i limiti imposti all’utilizzo delle risorse disponibili non è possibile dibattere su un investimento piuttosto che un altro ed esprimere quindi un voto favorevole o contrario. Quindi è la somma di piccoli interventi e di proposte innovative a fare la differenza. Si dirà che sono aspetti marginali della vita amministrativa ma noi ci saremmo incamminati lungo questa strada che non vediamo affrontata dalla maggioranza per cui il nostro voto sarà contrario. Vogliamo comunque ringraziare i responsabili degli uffici per la disponibilità nel rispondere ai chiarimenti richiesti. Infine vorremmo chiedere la possibilità per il prossimo esercizio di avere più tempo a disposizione tra la presentazione e l’approvazione per l’esame del bilancio.

Pubblicato su Senza categoria

Servizio Idrico Integrato: le ragioni dell’astensione, al dì là delle logiche di partito o di campanile

Nel Consiglio Comunale di venerdì 20 marzo è stata posta in votazione un delibera in risposta alla Corte dei Conti con l’indicazione delle azioni assunte per risolvere le difformità riscontrate rispetto all’affidamento del Servizio Idrico

La proposta presentata dal Comune di Merate è certamente frutto di un importante lavoro di approfondimento (ne va dato atto) ed è molto chiara nei suoi passaggi costitutivi. Sebbene permangano perplessità su alcuni passaggi (ad esempio l’opportunità che sia Idrolario ad incorporare Idroservice e non viceversa) pensiamo che tale proposta sia condivisibile sotto diversi aspetti. Ad esempio condividiamo la necessità di portare a compimento lo scorporo di Idroservice dal gruppo LRH, come previsto dalla Delibera provinciale 69/2013 che, non essendo stata superata da altri provvedimenti, riteniamo essere tutt’ora in vigore.

Pur condividendo l’assetto generale della proposta, due sono le ragioni che sottendono all’astensione. Ragioni che sono state discusse e valutate all’interno dei Sei Merate, coinvolgendo i consiglieri, i candidati e le persone che hanno dato vita alla Lista e senza nessun tipo di pressione dall’esterno, nè da parte del PD provinciale, nè tantomeno da parte di Lario Reti, sulla cui proposta abbiamo avanzato una serie di rilievi in Consiglio Comunale.

La prima difficoltà  fa riferimento all’effettiva sostenibilità economica e finanziaria della proposta meratese.

La società che verrà scelta per la gestione del Servizio Idirco sarà chiamata ad investimenti -in prevalenza connessi agli impianti di depurazione- per oltre 15Milioni di € all’anno.

Il progetto societario sostenuto da Merate rischia di essere debole sotto questo aspetto: se è vero che dalla fusione di IDROLARIO e IDROSERVICE i debiti e i crediti delle due società si compensano, è altrettanto vero che IDROSERVICE presenta un debito di circa 8M € nei confronti della società madre LARIO RETI HOLDING. Qualora quest’ultima dovesse esigere tale credito, la neo-nata società si troverebbe sin dalla sua fondazione in condizione di impossibilità ad operare.

Per verificare l’effettiva sostenibilità economica e finanziaria del progetto meratese sarebbe stato opportuno che tale proposta fosse stata accompagnata dall’asseverazione di un istituto di credito che ne garantisse la sostenibilità, come previsto dalla legge di stabilità 190/2014. In mancanza di tale asseverazione permangono i dubbi sulla effettiva capacità finanziaria del nuovo soggetto societario, così come restano i timori per un possibile aumento delle tariffe.

La seconda criticità fa riferimento alle modalità con le quali la proposta meratese è stata veicolata in queste settimane, modalità che poco hanno a che fare con la condivisione e la ricerca del consenso.

Per la realizzazione di un piano tanto articolato (che implica il riassetto di ben 3 società pubbliche) è infatti necessaria un’ampia condivisione da parte dei Sindaci. Ad oggi, la proposta meratese è invece sostenuta da solo 3 Comuni (Cernusco L., Ello, Oggiono) oltre Merate.  Su questo versante ci sarebbe parso opportuno un preventivo passaggio in Assemblea di IDROLARIO, per cercare il consenso attorno al progetto di riordino, che vede proprio in questa società l’asse portante.

Invece, non solo l’Assemblea della Società non è stata coinvolta, ma nella convocazione dello scorso martedì, quest’ultima ha deciso a maggioranza di approvare un piano di rientro del debito nei confronti di IDROSERVICE, vincolando le proprie entrate per il prossimo quinquiennio.

Nella proposta di Merate viene dunque ipotizzato un ruolo per una società, IDROLARIO, che ha già fatto delle scelte diverse per il proprio futuro.

Riteniamo che la scelta del soggetto che sarà chiamato a gestire il S.I.I. possa essere fatta in due modi diversi: o sedendosi ad un tavolo con gli altri Comuni e insieme cercare una soluzione che vada al di là degli steccati politici, oppure rivendicando la propria proposta sapendo però che non arriverà mai al traguardo. Ci duole osservare come l’Amministrazione di Merate abbia inteso percorrere questa seconda strada, rinunciando alla normale prassi di condividere le scelte con gli altri Comuni, cercando una soluzione di compromesso.

Pubblicato su Senza categoria

Sei Merate interroga: un primo bilancio sull’illuminazione pubblica

L’interrogazione depositata dal nostro gruppo consiliare intende verificare l’attuazione del contratto di concessione del servizio di illuminazione pubblica, a valle della prima annualità di affidamento ad Enel Sole.
Nello specifico, si intende sollecitare l’Amministrazione Comunale ad un primo consuntivo dell’appalto (di durata ventennale e con un corrispettivo annuo di 191mila euro) ai fini di disporre di una proiezione credibile -basata sui dati di consuntivo- su quali saranno i costi reali per la gestione dell’illuminazione pubblica.
L’esigenza di questa verifica è motivata dalle discrepanze già verificate in sede di gara, facenti riferimento al sottodimesionamento del numero dei punti luce messi a bando, al conseguente incremento della potenza impegnata (da 185,45 kW a 210,95 kW) e all’incremento del corrispettivo unitario per la fornitura dell’Energia elettrica da 0,133€/kWh (base di gara, al di sotto del valore di mercato) a 0,169€/kWh.
Pur sostenendo l’importante opera di riqualificazione degli impianti di illuminazione, ormai obsoleti in molte zone della città, riteniamo importante comprendere in che modo la ditta aggiudicataria recupera il disavanzo determinato dagli errori della gara: se la potenza installata ed i punti luce “reali” sono aumentati del 13% rispetto a quanto previsto dal bando, il costo di fornitura dell’energia elettrica è aumentato ed il corrispettivo non cambia, in che modo viene garantita la sostenibilità finanziaria? sono previsti ulteriori esborsi per le casse comunali?.
L’interrogazione, che richiede risposta scritta e dunque non verrà discussa in Commissione, intende fare chiarezza su questi aspetti ai fini di comprendere quanto effettivamente costerà a consuntivo la gestione del servizio e se si renderanno necessari degli incrementi per il 2015.

Clicca qui per leggere il testo completo:  Interrogazione illuminazione pubblica_DEF

Pubblicato su Senza categoria

Sei Merate interroga: a quando l’avvio dei lavori per la nuova piscina?

Sette mesi sono ormai trascorsi dall’affidamento dei lavori di ristrutturazione, ampliamento e manutenzione del Centro Sportivo di via Matteotti all’ATI composta da Italgreen Spa (mandataria) e dalle ditte Tipiesse Srl, Gestisport Soc. Coop., ICCREA BancaImpresa SPA (avvenuto il 4 Agosto 2014 con det. 105/ST). Lungi dall’aver potuto assistere ad un avvio dei lavori, ad oggi non risulta ancora stipulato alcun contratto. Articoli comparsi sulla stampa locale alludono a varianti migliorative del progetto in attesa di validazione da parte dei Vigili del Fuoco e a ritardi nella presentazione di alcuni documenti.

Sei Merate chiede pertanto chiarimenti all’Amministrazione comunale sui tempi di avvio dei lavori (legati anche a quelli della realizzazione contestuale della nuova pista di atletica a carico di Auchan), sulle modalità con cui è stato prorogato l’affidamento all’attuale gestore e su alcuni aumenti delle tariffe dei corsi erogati.

Clicca per leggere il testo dell’interrogazione

20150301_Interrogazione ritardo lavori piscina

Pubblicato su Senza categoria